Nino e Grazia Pia: il ricordo del Maestro Bardone

Il Maestro Lorenzo Bardone, che fu loro allievo, ricorda Nino Santo e Grazia Pia Bovio.

Nel torneo pomeridiano di sabato prossimo a Crevacuore, la quinta edizione dello “Scacchi Viventi”, avremo modo di ricordare i nostri soci Sebastiano “Nino” Santo e Grazia Pia "Graziella" Bovio, mancati nel 2024 a sei mesi di distanza, mettendo in palio un Trofeo a loro intitolato, che andrà al vincitore del torneo.

I coniugi Santo hanno lasciato il segno nel mondo degli scacchi anche come istruttori: il nostro socio attualmente con il rating più alto (2225 punti Elo), il Maestro Lorenzo Bardone, è stato infatti da giovanissimo allievo di Nino e Graziella.

Lorenzo, non potendo essere presente al torneo per impegni lavorativi, ci ha fatto pervenire un ricordo, che pubblichiamo molto volentieri, di quando seguiva le lezioni a casa Santo, insieme a Niccolò Stefanini e Stefano Bozio Madè.

«Quando penso a Nino e Grazia Pia, prima ancora delle partite, dei tornei o delle lezioni vere e proprie, penso ai pomeriggi passati a casa loro.

Eravamo io, Stefano e Niccolò, tre ragazzini di Sostegno con una capacità di concentrazione piuttosto limitata. Nino e Grazia Pia cercavano di insegnarci gli scacchi, ma dopo un quarto d’ora spesso cominciavamo a correre per casa, a curiosare tra gli strumenti medici di Nino o a distrarci con qualsiasi oggetto ci capitasse davanti. Loro ci accoglievano sempre con una pazienza infinita, quasi più da nonni che da insegnanti.

A ripensarci oggi, fa sorridere quanto fosse difficile tenerci fermi davanti a una scacchiera. Eppure, in mezzo a tutta quella confusione, Nino e Grazia Pia riuscivano comunque a insegnarci moltissimo. Non soltanto aperture o esercizi di tattica, ma anche la pazienza, la curiosità e il piacere di cercare di migliorarsi. Nino aveva sempre qualche storia da raccontare e da lui si finiva spesso per imparare qualcosa anche quando il discorso si allontanava dagli scacchi. Grazia Pia partecipava a quei pomeriggi con la stessa passione, la stessa disponibilità e lo stesso affetto verso noi ragazzi.

Entrambi hanno continuato per tutta la vita a giocare, a viaggiare per i tornei e a trasmettere agli altri il loro amore per gli scacchi. Per chi è cresciuto da queste parti, il loro impegno ha avuto un valore ancora più grande: hanno fatto sì che questo gioco arrivasse anche nelle scuole e nelle case dei nostri piccoli paesi, dando a molti bambini la possibilità di scoprirlo.

Sono molto felice che quest’anno il torneo di Crevacuore porti i loro nomi. È un modo bello e naturale per ricordare due persone che hanno dedicato agli scacchi, e a chi li imparava, una parte importante della loro vita

Nell'immagine, Lorenzo e Nino fianco a fianco durante il sesto turno del Torneo di Fine Anno "Trofeo P.H.B.", disputato nel 2011.